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Commento sistematico: la norma insieme ad atti e giurisprudenza

Commento all'art. 13 CCII (Composizione negoziata)

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Salvatore Della Corte·Pubblicato il

L'istanza di composizione negoziata blocca la liquidazione giudiziale?

L'art. 13 disciplina la pubblicazione nel registro delle imprese dell'istanza di nomina dell'esperto indipendente e i suoi effetti sulle procedure concorsuali pendenti. Il nodo interpretativo centrale è la portata dell'effetto "impeditivo" sull'apertura della liquidazione giudiziale.

La Cassazione n. 31856/2025 ha chiarito che spetta al tribunale verificare l'effetto impeditivo della domanda di composizione negoziata pubblicata, anche quando il procedimento per la liquidazione giudiziale è già incardinato: la verifica è doverosa e non rimessa alla discrezione del giudice.

Nello stesso senso il Tribunale di Modena (21 maggio 2025) ha stabilito che la pubblicazione dell'istanza accettata impedisce l'apertura della liquidazione giudiziale, sospendendo di fatto il procedimento concorsuale fino all'esito del percorso negoziato.

Come ha rafforzato la giurisprudenza l’effetto sospensivo?

La giurisprudenza più recente rafforza la composizione negoziata come strumento "sospensivo" della crisi: una volta pubblicata l'istanza, il tribunale deve arrestare il procedimento di liquidazione. Il rischio opposto, l'uso strumentale dell'istanza solo per guadagnare tempo, resta affidato al vaglio dell'esperto e del giudice sulla serietà del tentativo di risanamento.

Cosa contiene il decreto dirigenziale di cui al comma 2?

L'art. 13, comma 2, rinvia a un decreto dirigenziale del Ministero della giustizia la definizione della struttura della piattaforma, del contenuto della lista di controllo particolareggiata, delle modalità di esecuzione del test pratico e del protocollo di conduzione. Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 ha recepito l'aggiornamento del documento predisposto dalla Commissione di studio ministeriale, organizzato in cinque sezioni: il test pratico online, la lista di controllo, il protocollo di conduzione, la formazione degli esperti e la piattaforma telematica.

Il cuore operativo è il test pratico, strumento prognostico e non diagnostico: misura la complessità del risanamento attraverso il rapporto tra il debito da servire (A) e i flussi annui al suo servizio (B), con fasce orientative di difficoltà (contenuta fino a 3, dipendente dalle iniziative industriali tra 3 e 5, critica oltre 5). Per le imprese minori il decreto ammette una metodologia semplificata, con stime ricavabili anche da dichiarazioni dei redditi e IVA. Il test può essere svolto anche prima della predisposizione del piano di risanamento, e i suoi esiti confluiscono nella relazione finale dell'esperto. Per l'operatività si veda la guida sul test pratico camerale.

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